Offrire e sfruttare opportunità

Siete a capo di un’impresa? Siete responsabili del personale? Siete interessati a misure d’integrazione sul posto di lavoro? Allora avete trovato la pagina giusta.

L’integrazione comincia sul posto di lavoro (Stephan Hermann, Philipp Eyer)

L’integrazione ha luogo ovunque: a scuola, nel quartiere, nelle associazioni. E in modo particolare sul posto di lavoro: qui nei primi giorni e nelle prime settimane di permanenza i nuovi immigrati imparano come funziona il Paese e come ragionano le persone, quali valori e quali regole valgono, cosa ci si attende da loro. Qui gettano le basi per poter provvedere a se stessi e alle loro famiglie. I datori di lavoro possono fare molto per assicurare una rapida integrazione dei collaboratori stranieri con un vantaggio per l’intera società e ovviamente anche per l’azienda: chi riesce a cavarsela nella vita quotidiana e a interagire nella lingua locale si sente a proprio agio e lavora con motivazione.

Ci sono varie possibilità per promuovere l’integrazione sul posto di lavoro.

Consigli pratici per iniziare

Esempi riusciti per trarre ispirazione

Consulenza individuale per procedere

Dialogo sull’integrazione 2012-2017: Raccomandazioni della Conferenza tripartita

Riuniti nel quadro della Conferenza tripartita (CT), la Confederazione, i Cantoni, le città e i Comuni hanno adottato delle raccomandazioni sull’integrazione degli stranieri.

Le raccomandazioni poggiano sulle conclusioni del Dialogo sull’integrazione avviato dalla CT nel 2012 nonché sui dibattiti in occasione della 3a Conferenza nazionale sull’integrazione del 19 giugno 2017.
Le raccomandazioni sono rivolte alle autorità competenti della Confederazione, dei Cantoni, delle città e dei Comuni, agli attori dell’economia e dei settori della salute e della prima infanzia nonché della società civile. La CT intende così rafforzare la collaborazione tra settore pubblico e settore privato.

Comunicato stampa (pdf, 543 KB) (tedesco)

Comunicato stampa (pdf, 91 KB) (francese)

Le osservazioni, conclusioni e raccomandazioni del Dialogo sull’integrazione 2012-2017 della CT sono reperibili in  tedesco (pdf, 543 KB) e in francese (pdf, 474 KB) .

Unire le forze per una buona integrazione

Il 19 giugno 2017, oltre 250 attori della politica, dell’economia e della società hanno partecipato alla terza Conferenza nazionale sull’integrazione per discutere su come migliorare l’integrazione degli stranieri in Svizzera.

Oltre 250 attori della politica, dell’economia e della società hanno partecipato alla terza Conferenza nazionale sull’integrazione per discutere su come migliorare l’integrazione degli stranieri in Svizzera. La discussione si è focalizzata sulla collaborazione tra attori pubblici (Confederazione, Cantoni, Città e Comuni) e attori non istituzionali negli ambiti Lavoro, Prima infanzia e Convivenza. A conclusione dei lavori è stata ribadita la necessità di rafforzare la collaborazione tra i vari attori per una migliore integrazione nel mondo del lavoro e nella società.

Comunicato stampa (pdf, 99 KB)

Dialogo CTA sull'integrazione 2012 - 2016: Bilancio globale positivo

Lo Stato e l’economia stilano un bilancio positivo del dialogo sull’integrazione «Lavorare – offrire e sfruttare opportunità».

In particolare sono stati raggiunti obiettivi concreti: informazioni mirate per datori di lavoro e lavoratori, corsi di lingua orientati alla pratica per lavoratori con background migratorio, numerosi progetti volti a integrare i rifugiati nel mercato del lavoro.

Intensificare la collaborazione

Nel 2012 la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha avviato con le cerchie economiche un dialogo sull’integrazione impostato sull’arco di quattro anni allo scopo di intensificare la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato nell’ambito dell’integrazione sul posto di lavoro.

15 obiettivi concreti

I promotori della CTA, ossia Confederazione, Cantoni, Città e Comuni, affiancati dall’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera delle arti e mestieri come pure diverse associazioni di categoria e sindacati hanno definito 15 obiettivi concreti (pdf, 165 KB) da conseguire entro il 2016 nei tre campi d’azione seguenti: «Informazione e sensibilizzazione», «Lingua e formazione» e «Integrazione nel mercato del lavoro dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente».

Obiettivi centrati

Secondo il presidente della CTA, Guy Morin, la maggior parte degli obiettivi sono stati centrati, permettendo tra l’altro l’integrazione nel mercato del lavoro di circa 2000 rifugiati. Ciò è stato possibile in particolare grazie alla migliore collaborazione tra uffici statali ed economia. Confederazione e Cantoni hanno formulato proposte volte a smantellare una parte degli ostacoli sulle quali il Parlamento sarà chiamato ad esprimersi (agevolazioni in materia di permessi di lavoro, abrogazione di emolumenti speciali). Negli ultimi anni gli uffici cantonali e comunali competenti in materia di integrazione hanno potenziato le loro offerte, fornendo ad esempio informazioni per i lavoratori e i datori di lavoro, proponendo corsi di lingua orientati alla pratica, istituendo consultori contro la discriminazione o applicando misure mirate di integrazione nel mercato del lavoro.

Documentazione della conferenza stampa del 3 novembre 2016

Bilancio intermedio 2015

Il 26 gennaio 2015, i partecipanti al dialogo CTA sull’integrazione «Lavorare – offrire e sfruttare opportunità» hanno stilato un bilancio intermedio positivo.

Dall’ottobre 2012, quando la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha avviato il dialogo, Stato, padronato e parti sociali di più settori hanno inaugurato una serie di progetti per meglio sfruttare il potenziale dei migranti residenti nel nostro Paese e favorire la loro integrazione sul posto di lavoro.

Nuovi partecipanti

Durante la conferenza stampa, Guy Morin, presidente della CTA, ha riassunto il bilancio intermedio a nome dei partecipanti al dialogo: «Il dialogo ha consentito di intensificare la collaborazione tra Stato e privati per raggiungere così gli obiettivi concreti definiti nel 2012. Positivo anche il fatto che altre associazioni settoriali, ossia Allpura, hotelleriesuisse e swissstaffing, si siano unite successivamente al dialogo.»

Nuovo obiettivo strategico

I partecipanti al dialogo intendono reclutare più manodopera presente sul territorio nazionale, tra cui anche migranti residenti in Svizzera. La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha spiegato il perché: «Molte di queste persone, tra cui anche numerosi rifugiati e persone ammesse provvisoriamente, desiderano lavorare. Dall’approvazione dell’articolo 121a  della Costituzione federale è diventato ancora più importante integrarle nel mercato del lavoro. Alla luce della nuova disposizione costituzionale, infatti, è bene sfruttare e incoraggiate ancor più le potenzialità della manodopera in Svizzera.»

Comunicato stampa del 26 gennaio 2015 (pdf, 439 KB)

Contributi orali in tedesco/italiano (pdf, 1 MB)
Contributi orali in francese/italiano (pdf, 803 KB)

Due nuovi priorità

Per sfruttare il potenziale nazionale, i partecipanti al dialogo hanno definito due priorità. Da un lato desiderano provvedere affinché la formazione professionale di base degli adulti consideri le esigenze delle persone con un basso livello di istruzione e della popolazione immigrata residente. Infatti, conseguire un attestato professionale, con tutte le conoscenze linguistiche e con la capacità di studiare in maniera autonoma che ciò comporta, pone molti adulti dinanzi a ostacoli difficilmente sormontabili senza il sostegno di terzi. Dall’altro, intendono impegnarsi affinché sia integrato nel mercato del lavoro un numero maggiore di rifugiati riconosciuti e di persone ammesse provvisoriamente.

Dichiarazione dei partecipanti al dialogo del 26 gennaio 2015 (pdf, 129 KB)

Bilancio intermedio 2013-2014 e priorità per le attività 2015-2016 (pdf, 520 KB)

Il dialogo lanciato il 30 ottobre 2012 in presenza della consigliera federale Simonetta Sommaruga, è il risultato di un’iniziativa della Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA), piattaforma politica che riunisce Confederazione, Cantoni, città e Comuni. Vi partecipano associazioni padronali e settoriali, sindacati e organizzazioni di migranti.

Imparare l’italiano sul posto di lavoro – Consigli alle PMI

Sette piccoli consigli mostrano come le PMI possono sostenere i loro collaboratori stranieri nel capire e parlare l’italiano.

Il posto di lavoro è il luogo ideale per consentire ai collaboratori di lingua straniera di mettere in pratica, consolidare e ampliare le loro conoscenze d’italiano. I loro progressi saranno più rapidi se superiori e colleghi li sosterranno nei loro sforzi.

Promuovere la lingua sul lavoro non dev’essere per forza complicato: si può incollare sugli attrezzi e apparecchi di uso frequente un’etichetta con il nome corretto oppure spiegare i processi lavorativi con frasi semplici e al tempo stesso mimarli. I datori di lavoro che incoraggiano i loro impiegati di lingua straniera a seguire un corso d’italiano avranno successi ancora più immediati. I corsi di lingua agevolano la comunicazione con e tra i collaboratori, accrescendo il rendimento e la sicurezza in seno all’impresa.

I consigli sono stati formulati congiuntamente dai partner del dialogo CTA sull’integrazione «Lavorare – offrire opportunità, cogliere opportunità». Le associazioni padronali e settoriali diffondono a tappeto il flyer tra i loro membri per contribuire a migliorare la comunicazione sul lavoro.

Il flyer può essere scaricato in due formati:
PDF in formato A4 (pdf, 487 KB)  (2 pagine)
PDF in formato brochure (pdf, 528 KB) (foglio A4 stampato sui due lati da piegare)