fairness at work – Condizioni di lavoro eque contro il lavoro nero

Con la sua offerta «proper job» l’impresa fairness at work libera donne e uomini delle pulizie dal lavoro nero, proponendo loro condizioni di lavoro eque e promuovendo le loro conoscenze linguistiche.

fairness at work GmbH, Länggassstrasse 70, 3012 Bern, 031 305 10 30

Dal 2006 la ditta di consulenza fairness at work si impegna per l’equità su posto di lavoro – come rivela già il nome. Con l’offerta «proper job» l’impresa fornisce un contributo pionieristico nel settore delle pulizie. Il progetto: donne e uomini che lavorano in nero ottengono un impiego legale con un reddito regolamentato, uno stipendio equo e corsi di lingua gratuiti.

Molte strade per raggiungere l’integrazione

La co-amministratrice Pia Tschannen è convinta che condizioni di lavoro eque contribuiscano in modo essenziale alla motivazione e alla disponibilità a fornire buone prestazioni. Per condizioni di lavoro eque s’intende anche la promozione mirata dell’integrazione dei dipendenti provenienti da un contesto migratorio, che costituiscono tre quarti dei collaboratori. L’azienda si attiva, ad esempio, per ottenere il riconoscimento dei diplomi esteri oppure procura ai dipendenti a una consulenza professionale. Dal momento che fairness at work considera solo le qualifiche strettamente necessarie, può assumere anche persone con scarse conoscenze del tedesco, permettendo loro così di integrarsi nel mercato del lavoro. Chi ha bisogno di un corso di tedesco può frequentare le lezioni gratuitamente. La Commissione paritetica del settore offre 65 lezioni per 100 franchi; l’impresa si fa carico di questo importo per motivare i dipendenti a frequentare il corso.

Una grande motivazione

La formazione dei dipendenti ha un risvolto positivo anche per l’impresa, sottolinea Pia Tschannen. Infatti si nota un miglioramento nel contatto con i clienti, il che si riflette favorevolmente sull’immagine dell’azienda. La motivazione dei collaboratori è grande e la fluttuazione «eccezionalmente bassa» per il settore: due terzi dei 30 collaboratori assunti nel 2006 lavorano ancora per l’azienda.

Fonte:
Migrations-Alliance Kanton Bern (Hg.) (2012): Integration der ausländischen Arbeitskräfte. Chance und Verantwortung von Unternehmen. Pagine 23-25.

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